Pellegrinaggio di Ferragosto alla Basilichetta di S. Maria Assunta “ in silvis” oggi Santuario della Madonna di Mutata – Il Pantheon dei grottagliesi

1 Ex feudo San Vittore con Santuario

Risale al X secolo la tradizione grottagliese di recarsi in pellegrinaggio al tempio della Vergine Assunta, oggi della Mutata, nel giorno della festività del 15 agosto. In passato, così come avveniva in tutte le processioni dell’anno, al Santuario della Foresta si recava il popolo, i sacerdoti e tutti i Padri Carmelitani, Cappuccini e Minimi per partecipare e/o celebrare le sante messe che si tenevano dall’alba al tramonto senza interruzione. Ovviamente si andava a piedi con passo cadenzato, pregando e cantando.

2 Facciata Santuario

Dopo il “prodigio” compiuto dalla Vergine il lunedì dopo la festa di Pentecoste dell’anno 1359, circa la “mutazione” dell’affresco raffigurante la Sua immagine sulla parete nord verso Grottaglie, i pellegrinaggi al Santuario si intensificarono ulteriormente, anche per riconoscenza, per grazia ricevuta, per calamità scampate, etc.

Affreschi interno cupola (2)

Alla storia sono stati consegnati tutti gli eventi ordinari e straordinari avvenuti nella nostra città che hanno visto sempre nel Santuario della Mutata il luogo idoneo per pregare, ringraziare e fare penitenza. Nonostante il cambio dei tempi, delle mode, delle teorie e delle credenze, moltissimi grottagliesi e abitanti dei paesi vicinori praticano piamente ancora oggi questa tradizione ferragostana. Coloro che volessero trascorrere una giornata diversa dagli altri anni possono venire a Grottaglie per visitare questo meraviglioso Santuario Mariano (*), visitare la Mostra della Ceramica nel Castello Episcopio, curiosare nelle botteghe ceramiche di Via Crispi alla ricerca di un oggetto o manufatto ceramico, gustare la cucina tipica del luogo in qualche ottimo ristorante del centro storico, partecipare alle tante iniziative culturali, rassegne, recital, etc. organizzate dal comune o vari enti e associazioni.

Affreschi interno cupola (1)

(*) Il Santuario della Madonna di Mutata si trova sulla provinciale n. 71 (Grottaglie – Mutata – Martina Franca) a circa 6 Km dal centro abitato. Lungo la strada si trovano 15 edicole votive con dei pannelli ceramici incastonati nella parte superiore raffiguranti i “Misteri del Rosario: Gaudiosi – Dolorosi – Gloriosi”. Anche per il Ferragosto 2019 è previsto un pellegrinaggio notturno a cura dell’Associazione Sacerdotale “La vite e  i tralci” di Grottaglie che parte alle ore 3.30 dal sagrato della Chiesa dei Paolotti per concludersi alle 6.00 al Santuario dove è prevista Concelebrazione Eucaristica con tutti i sacerdoti partecipanti al pellegrinaggio. Durante il cammino S. Rosario meditato. Nella stessa giornata sono previste altre celebrazioni tra cui quella serale delle 20.00. Buon Ferragosto a tutti!    Cosimo Luccarelli

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11 Maggio – Festa di San Francesco de Geronimo – Patrono della Città di Grottaglie

Una riflessione sul nostro Santo concittadino gesuita Francesco de Geronimo, dedicata a tutti i “Grottagliesi” ed agli “Amici del Santo”.

 

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Un amico del popolo!“ Così Padre D’Aria, gesuita, chiama San Francesco de Geronimo nel volume da lui pubblicato nel 1945 e dedicato agli operai e a tutti i lavoratori grottagliesi. Sì, un amico del popolo, perché Francesco de Geronimo, missionario in terra napoletana, lo ha dimostrato per tutta la vita. In tutte le pubblicazioni sulla vita di San Francesco, scritte in questi 300 anni da scrittori autorevoli, molti suoi contemporanei e confratelli, emergono molti aspetti fondamentali della vita di questo gesuita grottagliese: Un’attività frenetica – Una umiltà profonda – Uno zelo accesissimo per la salvezza della gente – Una capacità di amare senza limiti – Un trascinatore di folle – Una particolare predilezione alla conversione degli uomini dal cuore duro, che non volevano ascoltare. Napoli e dintorni ebbero la grazia e la gioia di conoscere questo santo in vita ed averlo tra loro per circa 50 anni. Ascoltarono le sue prediche, videro i suoi miracoli, si confessarono a lui per essere convertiti, trovarono la pace e la serenità interiore, nonostante i disagi del secolo. Ma i grottagliesi cosa sapevano realmente di questo Padre Gesuita? Quasi tutto! perché nonostante la lontananza, i sacerdoti del tempo, che erano tanti a Grottaglie, parlavano molto di Padre Francesco, delle sue prediche e dei suoi miracoli che faceva per conto di S. Ciro. Tramite la sua famiglia si sapeva che Francesco amava il suo paese, i suoi concittadini, i suoi educatori, i suoi amici d’infanzia.  Del resto la sua Santità era nata qui, a due passi, nella Comunità di San Mattia presso la  Madonna del Lume. Padre Francesco tornò a Grottaglie solo nel 1707, aveva 67 anni, per predicare la missione nella Chiesa Madre su invito del fratello Tommaso, arciprete della stessa. Gli scritti dicono che il padre, 88 enne, era ammalato gravemente e che Francesco operò su di lui il miracolo per farlo alzare dal letto, così poteva andare a sentire la sua predica in chiesa. Questo fu il primo incontro con il popolo natio, a cui volle trasferire per sempre la devozione per S. Ciro, un grande santo del ‘300. Lo aveva già  fatto a Napoli e dintorni. Parlò a cuore aperto di questo medico, eremita e martire, della sua grandiosità e dei suoi miracoli. Padre Francesco sapeva bene che i grottagliesi  lo avrebbero ascoltato e così li invitò a costruire una cappella annessa alla chiesa madre per glorificare questo santo che Lui amava moltissimo. Confermò l’ impegno già preso l’anno prima in una lettera ad un nobile di Grottaglie, quello di far costruire a Napoli una statua da collocare all’interno di essa. Ma la storia ci dice che questa cappella, che oggi chiamiamo “il cappellone di S. Ciro” non si riusciva ad iniziare per gli ostacoli posti dal Principe Cicinelli in quanto gli oscurava il palazzo e così Padre Francesco tornò una seconda volta a Grottaglie, nel 1709, per un’altra missione popolare ma anche per risolvere la questione; con forza e determinazione pose una grossa pietra dove doveva sorgere il fatidico muro esterno della cappella e disse “Questa pietra non si muoverà più”. Oggi, a ricordo dell’evento, all’esterno della Chiesa Madre, una lapide ed una lampada votiva sempre accesa ricorda tutto questo. Lui fece pervenire a Grottaglie la statua di San Ciro come promesso, anche per portarlo in processione; è un busto bellissimo che oggi è custodito con cura dalle suore clarisse nel Monastero di Santa Chiara. Una raffigurazione di S. Ciro diversa da quella delle due statue che tutti conosciamo perfettamente. A distanza di quasi 300 anni l’impegno che i grottagliesi presero allora per la devozione a San Ciro è man mano cresciuta di anno in anno, tanto che Lo abbiamo proclamato Co-Patrono di Grottaglie. Padre Francesco non tornò più nella sua terra natia e alla sua morte, mentre Napoli poteva guardarLo per l’ultima volta, Grottaglie piangeva il suo figlio, il santo missionario che parlò ai suoi compaesani dell’essere missionari nella propria terra e di come gli uomini dovevano essere esempi di vita cristiana. Da quel giorno le testimonianze dei grottagliesi rivolte a San Francesco sono tante, Vi cito le più importanti: nel 1838 viene ultimato il Santuario nel centro storico, iniziato nel 1830, grazie all’iniziativa dei Padri Gesuiti, dal grottagliese Canonico Teologo Francesco Paritaro, e da tutto il popolo di questa città, inglobando la casa della famiglia de Geronimo che aveva visto nascere Francesco. Un Santuario che ricalca lo stile del Gesù Nuovo di Napoli e che nel tempo tanti artisti grottagliesi lo hanno arricchito con opere pittoriche di valore. L’anno dopo, il 26 maggio del 1839, il Beato Francesco de Geronimo verrà proclamato Santo da Papa Gregorio XVI; nel 1844 su richiesta del Capitolo di Grottaglie, dei Cappuccini, delle Suore Clarisse e degli Amministratori Civici dell’epoca, la Santa Sede dichiara San Francesco de Geronimo “Patrono Principale di Grottaglie”, al posto di San Cataldo; nel 1892 i grottagliesi con tanta fede e tanto sacrificio, per omaggiare il loro Patrono, fecero costruire a proprie spese una Statua d’argento per consegnargli le chiavi della  città; un’opera di valore che raffigura San Francesco con il Crocifisso. Questa statua è custodita dalle Suore Clarisse nel convento di Santa Chiara insieme alla statua in argento della Madonna di Mutata, Protettrice di Grottaglie. Le portiamo in processione durante le annuali celebrazioni oppure in occasione di eventi eccezionali. Ma tutto questo non bastava ai grottagliesi e ai Padri Gesuiti; in questo santuario mancava Lui. Il suo corpo giaceva a Napoli al Gesù Nuovo dal giorno della sua morte avvenuta l’11 maggio 1716 e Napoli amava troppo questo nostro santo concittadino che aveva suscitato tanta fede e tanta devozione nei loro cuori. Così dopo oltre 200 anni i Padri Gesuiti riuscirono a portare in Puglia le spoglie di San Francesco. Arrivarono il 20 agosto del 1945 per una Peregrinatio in terra di Bari e Taranto e ovviamente anche nel suo paese. A Grottaglie sostò per qualche giorno sia in Chiesa Madre che in questo Santuario. La storia ci racconta che l’ 8 settembre circa 4000 uomini grottagliesi non Lo lasciarono mai solo in questo santuario; furono giorni pieni di gioia e di fede. I grottagliesi non sapevano però che il loro Santo doveva restare per sempre nella chiesa costruita per Lui. Così a conclusione della Peregrinatio pugliese, il 16 settembre 1945, l’urna restava definitivamente nel Santuario; venne sistemata dove c’è ora, nella sua casa trasformata in cappella; immaginatevi la commozione che suscitò nella gente, tanto che ancora oggi molti ricordano quell’evento importante. Finalmente i grottagliesi avevano un Santuario con il corpo del proprio Santo e questo li rendeva felici, fieri, orgogliosi. Accanto a Lui e ai Padri Gesuiti che si sono alternati nel tempo, si sono radunati operai, contadini, figuli, artigiani, militari, professionisti, politici, amministratori, letterati, docenti, gente comune per pregare e irrobustire la propria fede. Nel Santuario si sono formate tante generazioni, in tanti giovani è nata la vocazione sacerdotale, tante coppie hanno voluto celebrare il matrimonio con la benedizione di San Francesco, tanti uomini e donne hanno pregato ai piedi dell’altare per avere una grazia, un miracolo, un segno. Le generazioni che ci hanno preceduto hanno lasciato tante testimonianze di fede e devozione per questo santo, compresi i festeggiamenti civili (prima domenica di settembre) che in questi ultimi 20 anni sono passati sotto tono, come se le feste patronali ci dessero fastidio. In tutte le città e paesi d’Italia  i santi protettori sono festeggiati solennemente e molte di esse non hanno un santo concittadino come patrono. L’indifferenza, il benessere e la mancanza di fede hanno minato il nostro cuore ed hanno indirizzato la nostra attenzione verso altri interessi e miraggi. Noi grottagliesi di oggi e di domani dobbiamo onorare l’impegno preso con Francesco de Geronimo: essere i missionari nella nostra terra, nella nostra famiglia, nel lavoro, nelle azioni e nello svago con esempi di vita.  Le nostre radici sono sane, siamo degli ottimi esempi in tutti i campi e abbiamo il dovere di valorizzare ciò che abbiamo, consegnando intatta la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni alle future generazioni. Siamo gente seria e non possiamo permetterci di essere travolti dai condizionamenti e dalle mode. Forse oggi avremmo bisogno di un aiuto da San Francesco, come Lui  fece in passato verso coloro che ebbero bisogno di un miracolo oppure quando intervenne durante la seconda guerra mondiale allontanando gli aerei nemici che volevano bombardare la nostra città. Questa di oggi, è la nostra festa patronale, come quella della prima domenica di settembre, che mi auguro quest’anno possa essere diversa da quella degli anni passati. La strada dell’indifferenza e dell’apaticità  non porta a risultati, dobbiamo amalgamare bene il passato e il presente nella forma migliore, in tutti i campi, affinché si possa consegnare alla storia le cose più belle e più preziose. Non possiamo comportarci diversamente da chi ci ha preceduto, perché loro con poco hanno fatto tanto e noi con tanto facciamo quasi niente o nulla. Imitare Francesco significa dare un valore alla nostra vita e se la spenderemo bene verso gli altri con serietà ed impegno, con amore e coerenza, saremo come Lui: Gli amici del popolo. E noi popolo grottagliese verremo sempre qui a rendere omaggio al nostro santo concittadino, vigileremo sul suo corpo, sul Santuario, sulla dimora natìa. Questa è la nostra casa dove sono custoditi i nostri migliori affetti e sentimenti, dove possiamo trovare la carica per proseguire la nostra vita in una società piena d negatività ed insidie, dove gli uomini col cuore duro – come diceva San Francesco – possono ascoltare senza incertezze, dove le famiglie in difficoltà si possono riunire e quelle sane possono diventare sante, dove possiamo sentire sempre attraverso la parola e la testimonianza dei Padri Gesuiti quella di Padre Francesco, che prima di morire pregò il Signore affinché concedesse a loro tanta salute per  poter  “vibrare dai pulpiti saette di zelo infocato nei cuori dei prossimi”.

 

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                                                                                                                                            Cosimo LUCCARELLI

 

Ricorrenza del 6° Anniversario della scomparsa di Padre Salvatore Discepolo, gesuita, maestro di cultura, di vita e di fede!

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Lunedì 21 gennaio 2019 alle ore 17.30 nel Santuario di S. Francesco de Geronimo (Centro Storico) sarà ricordato Padre Salvatore Discepolo S.J. a sei anni dalla sua scomparsa avvenuta il 21 gennaio 2013. I grottagliesi lo ricorderanno sempre per l’intenso impegno pastorale che iniziò con la riapertura della Biblioteca, intestata al poeta gesuita grottagliese padre D’Amuri. Con metodica applicazione, mosso dall’amore per la cultura che lo contraddistingueva, aiutato dalla solerte e valida collaborazione di volontari qualificati, padre Discepolo rese questo luogo un laboratorio di idee e attività. Uomo di vasta cultura e di vivace intelligenza mostrò capacità creative e organizzative da demiurgo. La sua prodigiosa vitalità coinvolse tutti e la sua dedizione al lavoro ben fatto, lo spronò a fare emergere il meglio di sé, nella consapevolezza di compiere un lavoro nobile verso gli altri. La Peregrinatio del corpo del nostro santo patrono fu un evento a Grottaglie. L’ardita impresa iniziò domenica 12 febbraio 2006, con lo scopo di invitare a una fede collettiva capace di spingere tutti oltre le barriere di una solitudine spirituale diventando portatori e testimoni della “Parola” nelle case, nelle famiglie, nelle strade della nostra città. Padre Salvatore Discepolo con la sua parola fervida e commossa, offrì “quanto di più prezioso” (parole sue) per risvegliare i grottagliesi a una fede vissuta da animatori dell’amore e dell’amicizia cristiana, sull’esempio sublime di S. Francesco. Dopo la aver avviato la biblioteca P. Discepolo cominciò a prendersi cura del Santuario di S. Francesco de Geronimo nella piena consapevolezza che noi grottagliesi possedessimo un dono prezioso da valorizzare maggiormente. Grande è la gratitudine dei fedeli e devoti del santo per i numerosi lavori di restauro che sono stati fatti all’interno del Santuario e per le nuove opere realizzate. Tra queste emerge l’imponente gruppo ceramico realizzato dal noto maestro Orazio Del Monaco. Fu inaugurato con una solenne concelebrazione, presieduta dal padre provinciale di allora Carlo Casalone, accompagnato dai padri gesuiti e sacerdoti presenti in Grottaglie. Non meno importante è da considerarsi l’ambone, pure in ceramica, realizzato da Vincenzo Del Monaco. La Cupola del Santuario, restaurata con le nuove scandole policrome, impegnò moltissimo Padre Discepolo negli ultimi due anni di vita in quanto pericolante e bisognosa di consolidamento. Riprese a tutto campo le celebrazioni dei primi venerdì del mese presentando dei personaggi laici, la celebrazione della messa in latino nel giorno dell’Immacolata, le ricorrenze annuali della nascita e morte di san Francesco con celebrazioni solenni e manifestazioni collaterali. Si impegnò a far conoscere oltre i confini locali il Santuario e S. Francesco de Geronimo facendo trasmettere la messa domenicale su RAI 1. Innumerevoli gli inviti a vescovi italiani che non mancarono a presidiare importanti celebrazioni. Non mancarono i pellegrinaggi mariani alla piccola grotta di Lourdes, nel Centro Monticello e alla ”Madonna della Mutata” a sette chilometri da Grottaglie. Numerose le opere che ha lasciato: “ Il pellegrino celeste” – “Giovanni Scarpitti” – “Giuseppe Moscati” – “Ecco il tuo amico” – “S. Francesco, S. Ciro e Grottaglie”. Oltre a questo intenso impegno pastorale grottagliese degli ultimi anni di vita, P. Discepolo aveva insegnato nei Licei statali e religiosi come professore di Lettere, Filosofia e Teologia a Napoli, Firenze, Laquila, Bari, Lecce, Taranto. Nel periodo di Superiore dei Gesuiti a Taranto fu assistente della FUCI, “Rinascita Cristiana” e “UCIIM”. Prima di arrivare a Grottaglie aveva diretto la Biblioteca della Civiltà Cattolica di Roma. (Cosimo Luccarelli)

La Comunità Parrocchiale di Santa Maria in Campitelli onora il Santo concittadino gesuita Francesco de Geronimo, Patrono di Grottaglie, nel Terzo Centenario della morte!

img_0696L’espressione “Nessun profeta è bene accolto nella sua patria” (Lc 4,24) detta da Gesù nella visita alla sua città di Nazaret, dove partecipava alla liturgia nella sinagoga, possiamo senza indugi applicarla alla figura del nostro San Francesco de Geronimo nei confronti delle attuali generazioni che ancora non lo conoscono profondamente. Nel passato intere generazioni di grottagliesi hanno accolto con amore e devozione questa grande figura di santo, affiancando i padri gesuiti nella costruzione del Santuario avvenuta dal 1830 al 1838. Attraverso documenti esistenti nelle varie biblioteche leggiamo l’intensa attività pastorale svolta nel 1916 dall’Arcivescovo di Taranto mons. Giuseppe Cecchini, in occasione del secondo centenario della morte del santo, mirata a diffondere la grandezza di questo santo gesuita con una personalità complessa e fine cultura animato dal desiderio di farsi povero tra i poveri. Il 1945 viene ricordato ancora oggi come un anno di grazia perché il corpo di San Francesco viene traslato definitivamente da Napoli a Grottaglie. Il merito di tutto questo fu del Superiore dei Gesuiti di allora Padre Salvatore Pezza che si adoperò presso i suoi superiori e verso l’Arcivescovo di Taranto mons. Ferdinando Bernardi, il quale raccolse 16.000 firme di grottagliesi che allegò alla sua personale petizione al Pontefice Papa Pio XII affinchè le sacre spoglie restassero definitivamente a Grottaglie dopo la Peregrinatio del corpo in terra pugliese. La concessione arrivò prontamente e così al termine del giro nelle varie diocesi, Grottaglie accolse il corpo del santo con grande entusiasmo, grandi festeggiamenti e solenni celebrazioni. I grottagliesi vollero sistemare il corpo di San Francesco dentro un’urna prestigiosa e così nel 1948 fecero costruire a Napoli l’urna in bronzo/argento per la somma di 1.237 lire raccolta dalle tante offerte di devoti. In quell’occasione il Comune di Grottaglie e i Padri Gesuiti firmando una pergamena, promisero che avrebbero sempre difeso, custodito e onorato il corpo del santo nel Santuario a lui dedicato con annessa casa natale. Per questo terzo centenario della morte del Santo (2016-2017), la Parrocchia di Santa Maria in Campitelli, guidata dal parroco don Franco Spagnulo insieme a don Cosimo Spagnulo, con gioia – fede – devozione – partecipazione, ha reso omaggio in forma solenne per ben due volte a San Francesco recandosi al Santuario nel Centro Storico. La prima, 13 novembre 2016, con una celebrazione di notevole importanza per la rievocazione di molti aspetti della vita di S. Francesco attraverso simboli della sua vita missionaria. I ragazzi, guidati dai catechisti, hanno aperto la celebrazione con una lunga sfilata nella navata centrale della chiesa portando oggetti e simboli della vita del Santo: il Campanello del richiamo delle folle, il Crocifisso, Strumenti di penitenza, Immagini della Vergine Immacolata. Durante la Santa Messa, animata dal Coro dei bambini e dalla Corale S. Maria in Campitelli diretta dal M° Francesco Santoro, è stato eseguito per l’occasione il canto mariano scritto e musicato da S. Francesco nel 1676 “Dio vi salvi Regina”, rielaborato dal maestro Santoro sulla melodia di quella originale composta dal Santo. La seconda, 19 marzo 2017, con altra celebrazione significativa per far conoscere strumenti e particolari della vita missionaria di San Francesco nel napoletano con riferimenti ai miracoli operati in vita, è stata suggellata dalla consegna ai presenti di 1000 medagliette che don Franco ha fatto realizzare per l’occasione, dove è stata riportata nella parte anteriore la bellissima immagine di S. Francesco del Mancinelli e nella parte posteriore lo stemma dei gesuiti con l’indicazione delle date del terzo centenario. Tutte le medagliette sono state benedette con il reliquiario della mandibola del Santo.

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Per concludere il 3° Centenario e solennizzare la festa dell’11 maggio, giorno della morte di San Francesco, la comunità parrocchiale di Campitelli ha voluto celebrare questa ricorrenza con un Novenario parrocchiale, per conoscere in profondità questo grande santo concittadino, per rafforzare la devozione ed intercedere grazie per questo popolo ormai distratto dal modernismo e dalla globalizzazione. I temi scelti dal parroco e affidati ai vari sacerdoti celebranti, tra cui due gesuiti della Comunità di Grottaglie, hanno parlato di San Francesco e le missioni al popolo, della comunione generale del mese, della conversione delle donne di cattiva fama, dell’Eucarestia, dei poveri, del peccato e della confessione, dell’umiltà, della devozione a San Ciro e della devozione alla Madonna. Alla fine di ogni celebrazione del novenario sono state recitate le litanie di San Francesco de Geronimo con la preghiera a lui rivolta. La comunità parrocchiale conclude questo anno di grazia degeronimiano con l’impegno a recarsi più spesso nel Santuario per altre ricorrenze, celebrazioni, catechesi, miranti a conoscere sempre di più questo grande riformatore sociale, missionario più grande di Napoli e gloria fulgida di Grottaglie.

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A presto, Cosimo Luccarelli!

AUGURI

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Banner commemorativi per il 3° centenario della morte di S. Francesco de Geronimo.

Da oggi in piazza Regina Margherita e sulla facciata del Santuario sono stati montati gli banner (striscioni) commemorativi del 3° centenario della morte di S. Francesco de Geronimo iniziato il 21 marzo 2015 con la visita di Papa Francesco al Gesù Nuovo di Napoli per incontrare gli ammalati di quella città. Nella Diocesi di Taranto e nella Città di Grottaglie sono state programmate moltissime celebrazioni, rievocazioni e rappresentazioni nel periodo maggio 2016 – 2017. L’apertura ufficiale del Terzo Centenario è avvenuta  l’11 maggio 2016 con la solenne concelebrazione dell’arcivescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro, alla presenza di una notevole folla di fedeli e devoti e di tanti sacerdoti convenuti anche dai centri vicini, davanti all’urna con le spoglie del Santo (portata per la circostanza dal suo Santuario ed esposta alla venerazione dei fedeli). Nei giorni 18-25-30 giugno in Chiesa Madre sono stati svolti un ciclo di conferenze sulla vita del santo e sulla devozione. Il Teatro della Fede dopo Napoli e Taranto rappresenterà a Grottaglie il 20 e 21 agosto l’opera “Lu Cuntu” nella pineta del Monticello. Inoltre sono già in vendita alcune pubblicazioni  da parte di autori grottagliesi di elevato valore storico sulla vita del santo padri gesuiti. Infine dal mese di agosto sono state riaperte al pubblico le stanze della casa del santo, annessa al santuario, con cimeli-parti di abiti-documenti vari usati in vita dal patrono della città di Grottaglie.

IMG_7958IMG_7969DSCN0738DSCN0716 A presto!

 

Una comunità in festa per la ricorrenza del 44° anniversario di ordinazione sacerdotale di S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo Metropolita di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo.

La Comunità Carmelitana, parenti, amici e conoscenti di don Salvatore, come viene chiamato a Grottaglie, sua città natale e parroco per tanti anni alla Madonna delle Grazie, hanno vissuto momenti intensi e di preghiera insieme ai concelebranti, per la ricorrenza del 44° anniversario di ordinazione sacerdotale di S.E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo Metropolita di Potenza, Muro Lucano e Marsico Nuovo. Nella Chiesa Parrocchiale Madonna del Carmelo erano presenti molti dei suoi amici del Carmine anni ’60 che oggi da adulti continuano ad essere “soldati di Cristo” senza “far rumore” come diceva quel capitano di Dio, don Dario Palmisano parroco di allora, che rese possibile quell’opera pastorale innovativa del Concilio Vaticano II. Insieme all’amico presule hanno concelebrato molti sacerdoti grottagliesi: don Cosimo Occhibianco, don Ciro Santopietro, don Cosimo Arcadio, don Ciro Monteforte, don Cosimo Quaranta, mons. Vincenzo Annicchiarico. Allego alcune foto d’archivio di grottagliesitablog: 1) il giovane sacerdote don Salvatore concelebrante con don Vincenzo Conserva, scomparso l’8 gennaio 2013, per la sua prima messa e don Franco Bonfrate, attuale parroco della Madonna della Fiducia in Taranto. 2) la foto ricordo di don Salvatore con gli amici dopo la sua prima messa. Dall’Archivio di Vito Nicola Cavallo:  1) la foto ricordo di don Salvatore, oggi Arcivescovo Metropolita, con i suoi amici dopo la concelebrazione del 13 luglio 2016 2) I sacerdoti concelebranti grottagliesi, ministranti, consorelle e confratelli della Congreca dopo la concelebrazione del 13 luglio 2016.  (Tutte le foto della concelebrazione sono disponibili sulla pagina facebook dell’arch. Vito Nicola Cavallo).  Cosimo Luccarelli

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A presto!

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