Tra ricordi e poesia aspettando “Pasca Bbufanía”!

In occasione dell’80° anniversario della Parrocchia del Carmine (1938-2018) ripropongo il post di Gennaio 2015 in merito alla Festività dell’Epifania che veniva svolta negli anni ’60 al Carmine. Sacerdoti, suore e catechiste di allora non ci sono più, ma noi bambini e ragazzi di quel tempo li ricorderemo e li ringrazieremo sempre per quello che ci hanno donato.

Archivio “grottagliesitablog”

Festa dell’Epifania sul piazzale davanti al Carmine

Nella foto (don Dario Palmisano – don Cosimo Occhibianco – Suore Figlie dell’Oratorio)

Tanti anni fa, quando eravamo bambini, aspettavamo con ansia la Befana per verificare se nell’anno appena trascorso eravamo stati buoni o cattivi. Ve lo ricordate? Si scriveva la letterina a Gesù Bambino prima di Natale per esprimere il pensierino personale con i buoni propositi e anche la richiesta di un piccolo dono.  La  letterina,  chiusa  per  ovvii motivi, veniva messa sotto il piatto del papà il giorno di Natale. Finalmente arrivava la vigilia della Befana! Con grande emozione si sceglieva la calza da mettere ai piedi del letto o in cucina vicino al caminetto o fracassè,  rovistando tra i cassetti del comò della mamma per  trovare quella più lunga possibile. Era l’ultima vigilia natalizia e nelle famiglie era d’obbigo, secondo tradizione, cenare con nove alimenti di caratteristiche diverse in forma d’assaggio, altrimenti dicevano gli anziani, si diventa “cornuti” (parola che solo da adolescenti si comprendeva il significato). Era anche l’ultimo giorno per  giocare  a tombola in  famiglia sgranocchiando ceci e fave arrostite, lupini salati e tarallini con il pepe, intervallati dai mandarini profumati le cui bucce servivano per le cartelle della tombola. Si andava a letto prestissimo aspettando la mezzanotte per poter toccare con le mani la  parete di calce bianca  adiacente  al  letto,  per verificare il livello della propria bontà o cattiveria. Se la mano restava asciutta significava che le cose non erano andate bene, se invece si bagnava di ricotta voleva dire che c’era stato un buon  comportamento e le marachelle erano tolleranti. Viene spontaneo chiedersi come faceva a stare della ricotta sulla parete? Ovvio, la mamma senza farsi accorgere spalmava un sottile strato di ricotta dolce nella zona dove il bambino poteva arrivare con la mano. Il giorno dell’Epifania, anche se la notte era stata insonne, tutti i bambini si svegliavano prestissimo, per vedere se Gesù Bambino avesse esaudito il proprio desiderio indicando alla Befana il regalo richiesto. I più fortunati, cioè coloro che erano di famiglia benestante trovavano un giocattolo, quale: fucile con tappo di sughero, macchinina di latta, bambola di stoffa, giostrina con carillon, cavalluccio a dondolo in legno,  soldatini  di  piombo,  astuccio  in  legno  con  penne  e  pennini,  birilli,  monopattino  in  legno, teatrino con pupazzi, piccolo trenino in legno, etc. e nella calza cioccolatini al latte sotto forma di monetine dorate. I meno fortunati, nonostante la grande calza appesa, oltre ai prodotti della natura (mandarini, noci, fichi secchi, castagne secche, carrube e qualche caramella) trovavano quasi sempre nella parte più bassa mutandine e calze ben arrotolate.

Befana al Carmine anni 60

Archivio “grottagliesitablog”

Nella foto ( don Dario Palmisano – Vita Chiara Arcadio – Bonfrate Carmela)

I bambini bruciano le letterine con catechisti e parroco

Nel primo pomeriggio tutti i bambini che frequentavano la parrocchia, si radunavano in chiesa per portare in processione il Bambinello e dopo la preghiera comune si bruciavano le letterine,  anche  se  il  regalo  richiesto  non  era  arrivato.  C’era  comunque  la  speranza  che  Gesù Bambino ascoltasse la preghiera scritta nella propria letterina e che nessuno aveva potuto leggerla. La festività si chiudeva quasi sempre con la recita del racconto della natività, dell’arrivo dei Magi, della cattiveria di Erode, della strage degli innocenti. La generosità di tante persone, dei sacerdoti e delle suore favoriva la conclusione del ciclo natalizio regalando a tutti i presenti dolcetti fatti in casa e tante, tante caramelle e cioccolatini.

Archivio “grottagliesitablog”

Recita dei bambini nella festa dell’Epifania sull’altare del Carmine

Nella foto (Luccarelli Salvatore – Lo Scialpo Ciro – Bonfrate Immacolata)

Potrebbe sembrare una storia inventata, ma questa era la “Pasca Bbufanía” di tanti bambini di ieri, oggi adulti e nonni, che ricordano con gioia questa festività tanto attesa. Un Augurio di una buona Befana a tutti, ricca di “ricotta” con la speranza che tutti i bambini del mondo possano avere un regalo che li renda più felici in questo giorno.

A presto !

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: