Video del giorno – In anteprima una parte dell’ultima puntata di sabato 18 febbraio dal titolo “Nchianannu nchianannu pi campane e campanili” che a breve sarà disponibile per intero nella Sezione Storia di questo blog.

 

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Grottagliesità Enciclopedica

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Le Quarantore, un’antica tradizione della Confraternita del Carmine di Grottaglie

16938916_141079083078306_8863061223394527865_nCapita spesso di assistere ad una celebrazione o ad un particolare evento religioso senza conoscerne il significato. Nonostante lo sforzo compiuto dai catechisti quando eravamo ragazzi per spiegare il significato di eventi nel periodo precedente la Pasqua, da adulti sentiamo dentro di noi un forte richiamo per approfondire il significato di queste tradizioni religiose. Una consapevolezza autentica per comunicare e testimoniare in modo credibile il nostro essere cristiani in questo mondo globalizzato. Nel periodo della Quaresima e nella Settimana Santa, fase preparatoria alla grande solennità della Pasqua, sono più frequenti, rispetto al resto dell’anno, i momenti di partecipazione alle celebrazioni religiose delle quali conosciamo solo i rituali. La prima pratica devozionale che precede quella delle Ceneri è quella delle Quarantore. Un bisogno di affermare la devozione verso le “sacre specie”, che mantengono intatta la presenza sacramentale di Cristo, anche dopo la celebrazione eucaristica. Le Quarantore, che sono appunto una delle forme di adorazione del Santissimo Sacramento, sono così chiamate, secondo quanto scrive Sant’Agostino, in ricordo del tempo trascorso da Cristo nel sepolcro. Così le Quarantore, una volta così diffuse e solenni, costituivano il tempo di rinnovamento spirituale e sociale, di preghiera e di penitenza, di comunione tra il clero e il popolo, tra ricchi e poveri, tra superiori e sudditi. La storia dice che, durante i giorni della solenne esposizione, le città cambiavano fisionomia: i negozi chiudevano; i lavori dei campi erano sospesi; le barriere sociali cadevano e la fede rifioriva nel cuore della gente che imparava a pregare e a meditare. L’adorazione coinvolgeva tutte le categorie di persone che, giorno e notte, si avvicendavano in preghiera, spesso in modo inventivo e spontaneo, per quaranta ore davanti a Gesù Eucaristia. Le Quarantore pian piano acquistarono lo stile, l’importanza e l’efficacia di una vera missione popolare, affidata a predicatori che le ritenevano un ottimo mezzo per preparare la predicazione più impegnativa, quella quaresimale, immancabile in tutte le chiese. Nella metà del ‘500 si inserirono nella predicazione delle Quarantore i Gesuiti con una novità che fece epoca. Nel 1556 contrapposero al carnevale profano un «carnevale santificato» con le Quarantore che si svolsero in modo fastoso, attirando molta gente. Fu l’inizio di una nuova impostazione che a Roma affascinò anche il Papa, immancabile nell’oratorio del Caravita l’ultimo giorno del triduo. Si trattava di Paolo III, colui che rilasciò il primo documento pontificio. Successive approvazioni vennero da Giulio III; Pio IV; San Pio V e Clemente VIII il quale, angustiato per le guerre di religione in Francia, con una sofferta Enciclica Graves et diuturnae del 25 dicembre 1592, esortò il popolo romano e il clero alla preghiera e volle che si celebrasse pubblicamente in tutte le chiese della città «l’orazione perpetua sine intermissione» delle Quarantore. A Grottaglie nell’antica chiesa dei carmelitani, oggi chiesa parrocchiale, confratelli e consorelle del Carmine, nel tipico abito confraternitale, ci invitano a essere con loro per provare quell’esigenza di interiorità, di spiritualità, di adorazione e di semplicità che sta all’origine della stessa devozione, come recita il Salmo 94, 6-7 “Venite, prostrati adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati. Egli è il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che Egli conduce”.                                                                                                                                                      Cosimo Luccarelli

Mons. Salvatore Ligorio e il Ten. Col. Alessandro De Blasio in visita alla cupola del Santuario di S. Francesco de Geronimo in fase di completamento.

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A presto!

 

ANTEAS GROTTAGLIE INVITA IL TEATRO DELLA FEDE A RAPPRESENTARE L’OPERA EVENTO “LU CUNTU – IL RESTAURATORE SOCIALE” NEL SANTUARIO DEL CENTRO STORICO PER I PROPRI SOCI E RELATIVE FAMIGLIE.

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Per il Decennale di “grottagliesitablog”

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Parte con grande entusiasmo e cordialità l’attività formativa di Anteas “Grottaglie, We on tour” per giovani con lievi disabilità con la collaborazione di UTR e Grott’Art.

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