VIDEO DEL GIORNO – “I Gesuiti a Grottaglie” 172 anni di impegno apostolico e sociale sotto la protezione del loro confratello San Francesco de Geronimo!

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Grottagliesità Enciclopedica

“Grottagliesità Enciclopedica” è il sito di complemento a grottagliesitablog dove sono previste diverse sezioni funzionali di interesse, in corso di caricamento dati, quali: DIZIONARIO MULTIMEDIALE Grottagliese / Italiano – GALLERIA IMMAGINI – RACCOLTA DOCUMENTI – NOTIZIE STORICHE – CURIOSITA’ – NEWS. 

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Natale 1966 – Alcune famiglie di Grottaglie augurano Buon Natale ai propri cari “emigranti” nella trasmissione “Radio Corriere TV” di RAI Storia.

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Grazie al caro amico Oronzo D’Amuri che mi procurò questo video, nel 2014 pubblicai questo lavoro di RAI Storia dove alcune famiglie grottagliesi auguravano buone feste ai loro cari, emigranti fuori d’Italia. Lo ripropongo ancora nella speranza che i parenti di quelle persone possono rivedere i loro cari, specialmente coloro che non ci sono più oppure mai conosciuti. Un video che emoziona, specialmente nel sentire le voci mai ascoltate.  Cosimo Luccarelli

 

Il ricordo di quattro sacerdoti e religiosi scomparsi negli ultimi tre anni che hanno segnato la storia di Grottaglie con la propria testimonianza di fede, cultura e amore per il prossimo: P. Michele CORCIONE S.I. – P. Valentino GUTIERREZ S.I. – P. Francesco CHIMIENTI O.M. – Sac. Cosimo OCCHIBIANCO.

 

“Per non dimenticare” – Attraverso quattro brevi biografie il ricordo di un sacerdote e tre religiosi di rilievo che hanno segnato la storia di Grottaglie con la propria testimonianza cristiana, parlando alla gente con il cuore, che amavano la Chiesa e che coltivavano l’amore per il dono e lo studio formando intere generazioni, istituendo congregazioni laicali e producendo opere sulle origini dell’uomo e del suo territorio.

sacerdoti e religiosi scomparsi

Padre Valentino GUTIERREZ S.I. (Colombia 13.09.1921 – Grottaglie 30.04.2016). Cappellano dell’Arsenale Militare di Taranto e dei Vigili del Fuoco di Taranto. Valido gesuita stimato sul territorio per la sua semplicità, alta statura religiosa e morale. Nato a Bogotà (Colombia) da una famiglia molto facoltosa, tanto che a lui era concesso di frequentare la dimora e i figli del Presidente della Repubblica del suo paese. IL padre era titolare di una banca e grande proprietario terriero. La sua missione sacerdotale si sviluppò tra Basilicata e Puglia nella massima semplicità e generosità. Camminava sempre a piedi nelle brevi distanze e utilizzava mezzi pubblici per spostarsi da una città all’altra. Numerose testimonianze parlano di un sacerdote santo che si dedicava totalmente ai bisogni di lavoratori, dei poveri e dei disagiati. Raccoglieva indumenti e denaro per aiutare concretamente famiglie in difficoltà. Nel periodo del suo incarico come Cappellano dell’Arsenale Militare di Taranto, visto il suo desiderio di rivedere i suoi famigliari dopo decenni, vennero raccolti dai lavoratori i soldi per il biglietto del viaggio. Don Valentino, come amava farsi chiamare, non comprò il biglietto ma li consegnò ad una persona che era perseguitato da uno strozzino. La beneficenza era uno dei suoi principali obiettivi che insieme all’aiuto morale e cristiano lo ha reso santo dalle persone che lo hanno frequentato e conosciuto, definendolo colui che parlava con il cuore e amava la Chiesa. Alla sua morte è stato formato il gruppo “Amici di Padre Valentino Gutierrez” per raccogliere testimonianze sulla vita di questo gesuita. A dicembre del 2018 il Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, su proposta dell’Arcidiocesi di Taranto, ha accettato di avviare l’iter della causa di beatificazione.

Padre Michele CORCIONE S.I. (Torre Annunziata 1920 – Napoli 10.01.2016) – Ordinato sacerdote tra i gesuiti il 9 luglio 1950. Teologo, autore di pubblicazioni per ragazzi e professore nei licei cattolici fu per ben due volte padre provinciale dei gesuiti, riferimento gerarchico per tutta l’area meridionale dall’Abruzzo alla Calabria. Negli ultimi quarant’anni ha vissuto nella Comunità dei Gesuiti a Grottaglie come superiore in diversi periodi, intervallati da altri incarichi prestigiosi, come quello nella “Congregazione dei Procuratori della Compagnia di Gesù”. A Grottaglie padre Michele Corcione ha espresso la sua vocazione curando particolarmente la formazione e le iniziative giovanili, dedicando loro nel 1982 il volume “La storia e la città di Francesco de Geronimo” dopo altre pubblicazioni come la “Storia di Gesù narrata ai ragazzi” tradotta anche in portoghese e la “Storia degli Apostoli narrata ai ragazzi”. Sacerdoti e vescovi, laici e devoti di San Francesco de Geronimo attingevano alla sua saggezza per il loro cammino di fede. Inconfondibile il suo stile sacerdotale, la sua compostezza gentile e riservata, la sua accoglienza verso il prossimo e l’essere e pronto all’ascolto, il che lo ha reso sempre disponibile alle confessioni. L’autorità e il carisma non gli provenivano dal pur prestigioso abito religioso (che, ricordiamo, ha indossato anche papa Francesco) ma dalle sue doti spirituali. Indimenticabile rimarrà la sua esortazione ai timorosi e ai dubbiosi: “Coraggio”, era solito dire loro. Il vero coraggio, però, veniva dalla profondità delle riflessioni fatte con lui e dalla serenità che padre Michele era capace d’infondere.

Padre Francesco CHIMIENTI O.M. (Sannicandro di Bari 4.11.1925 – Grottaglie 15.11.2018). Viene accettato a Paola il 23.9.1936 dove, al termine dell’anno di noviziato emette i primi voti il 29 .09.1942. Seguono gli anni di liceo tra Paola e Roma con il proseguo dell’itinerario di studi filosofi nella Pontificia Università di S. Tommaso (Angelicum) e quindi per quelli teologici a Palermo. Qui dopo la professione solenne il 5 novembre 1946 accede al ministero del Lettorato e Accolitato. Nella cattedrale di Palermo per le mani del Cardinal Ernesto Ruffini viene ordinato Diacono il 17 dicembre 1949 e sacerdote il 16 luglio 1950. Dopo un mese di attesa nella comunità di Taranto, il 17 ottobre 1950 accoglie I’obbedienza per la comunità paolana svolgendovi l’ufficio di professore di latino, greco e matematica e di Assistente di A.C. Dall’ottobre 1953 fino al 1956 viene trasferito a Corigliano come Assistente di A.C. e direttore Catechistico, e con lo stesso compito prima a Grottaglie 1956-1958) e poi a Taranto (1958-1961). Tappa ulteriore (25/11/1961- 1964) e Pizzo Calabro come Superiore di comunità e direttore catechistico. I Superiori quindi lo inviano ancora una volta Paola nell’ottobre 1964 fino al 1968 con l’ufficio di professore di religione e direttore spirituale. Di nuovo a Grottaglie (9/10/1968-1974), parroco e direttore catechistico e a Taranto come superiore, parroco e direttore catechistico fino al 1980. Definitivamente a Grottaglie nel novembre 1980 fino al suo ritorno nella casa del Padre avvenuto il 15 novembre 2018. Riposa nella cappella dei Frati nel locale Cimitero. P. Chimienti ha dedicato la sua vita al servizio per il Signore e per la Chiesa nella famiglia di S. Francesco di Paola. Uomo di fede e di preghiera, in ascolto continuo e docile della Parola. Proprio per ciò attento ai bisogni della Chiesa, ha favorito la nascita delle Missionarie della Parola perchè fossero a servizio di Dio e degli uomini nell’opera della evangelizzazione. Ha voluto questo istituto laicale, quale una delle espressioni feconde del carisma penitenziale della congregazione. Innamorato della vocazione minima, figlio devoto del Santo Fondatore e Padre con cui amava intrattenersi in spirituale colloquio quotidiano, e stato generoso e instancabile apostolo nella Famiglia Minima dovunque l’ubbidienza lo ha inviato. Il Signore gli ha concesso lunghi giorni che ha saputo ben investire nel ministero della Parola, della direzione e formazione spirituale. Leggendo nei cuori, ha aiutato tanti giovani e fedeli a scoprire e intraprendere la strada segnata nel progetto e nel cuore di Dio. In questo senso non ha mai smesso di essere religioso-sacerdote, cosciente e consapevole di aver ricevuto il dono di accompagnare con la sua parola profonda, forte e chiara, sempre mirante al bene di ogni singola persona che a lui si è accostato. Ha conservato vigile e pronto il suo cuore a Dio, fedele e perseverante fino alla fine, accogliendo soprattutto nell’ultimo periodo l’aggravarsi delle sue condizioni fisiche nella pace, nella serenità. Tutto ha visto come volontà di Dio anche il dover lasciare il convento per la permanenza nella Casa di riposo di Martina Franca, dove i confratelli e le Missionarie in particolare lo hanno curato con amore e devozione. Si può sicuramente affermare che ha dato testimonianza di una vita felicemente realizzata in Dio: con questo atteggiamento e disposizioni e andato incontro al Signore.

Sac. Cosimo OCCHIBIANCO Presbitero (Grottaglie 23.10.1927- Grottaglie 02.01.2019). Dopo le prime esperienze di vice parroco a Lizzano e Statte, nel 1956 per motivi di salute viene inviato al Carmine di Grottaglie in aiuto a don Francesco Marinò. Durante questo periodo insegna Religione alla “Galilei”, alla “Mazzini”, al Liceo Classico “Archita” di Taranto. L’arrivo di don Dario nel 1958 come parroco al Carmine lo riempie di gioia, perchè è l’amico affezionato e compagno inseparabile fin dalla seconda media e per tutto il percorso di studi. I due sacerdoti mettono subito in atto il processo della grande rivoluzione parrocchiale e all’unisono mettono insieme idee, forze, volontà, disponibilità, entusiasmo per creare quel centro formativo ed educativo cristiano e sociale. Per loro non ci sono ostacoli e difficoltà. Costruiscono il teatro Biancaneve, fondano le Acli, rafforzano l’Azione Cattolica, supportano la Confraternita del Carmine, danno splendore alle opere d’arte presenti nella chiesa e nel convento, quali: il Presepe di Stefano da Putignano del 1530, il Chiostro con le sue pitture murali, l’antica chiesa in cripta sottostante a quella attuale (restaurata successivamente nel 1999), le opere pittoriche esistenti in chiesa e nell’oratorio della Congrega. Dopo la partenza di don Dario a S. PIO X continua la sua opera di vice parroco del Carmine con don Cosimo De Siati fino al 1996. Alla morte del parroco diventa Vicario sostituto per sei mesi, in attesa della nomina del nuovo parroco. Dal 1996 al 1998 è vice parroco alla Madonna delle Grazie e dal 1998 in poi vice parroco alla Madonna del Rosario. Dopo l’intensa attività pastorale decennale con don Dario Palmisano al Carmine, don Cosimo intensifica i suoi studi e si dedica in particolare alle ricerche sugli usi, costumi, lingua e tradizioni di storia locale. Consegue la laurea in filosofia all’Università di Lecce ed insegna nel locale Liceo Classico-Scientifico “Moscati” di Grottaglie fino al pensionamento. L’amore per il suo paese, il rispetto per le proprie radici, la valorizzazione della lingua dialettale, la raccolta orale degli anziani su usi, costumi, tradizioni e preghiere, nonchè la ricerca di oggetti dimenticati e trascurati di vita contadina, suscitano sempre forti emozioni e desiderio di lasciare alle future generazioni testimonianze scritte e opere di rilievo. Nel corso degli ultimi 40 anni ha visto nascere tanti volumi importanti realizzati da tipografie specializzate, tra cui quella di Congedo Editore di Galatina. Questi i titoli: “…Ccussì ticévunu li nanni nuésci” Raccolta di proverbi, “…Ccussì parlàvunu li nanni nuésci” Prima edizione del Vocabolario grottagliese, “…Ccussì ritévunu li nanni nuésci” Raccolta d’indovinelli e barzellette, “…Ccussì priàvunu li nanni nuésci” Raccolta di preghiere, “…Ccussì si sintèvunu li nanni nuèsci” Raccolta dei soprannomi grottagliesi, “…Ccussì si curavunu li nanni nuèsci” Raccolta di erbe e ricette per la cura di malattie, “ Grottaglie che ora è?”, Vita ed opere di S. Francesco de Geronimo, “La chiesa della Madonna del Lume” Storia dell’antica chiesa oratorio della Confraternita del Nome di Gesù, “Poesia Giovane 1-2-3” Poesie inedite di giovani autori grottagliesi, “Un canto alla Madonna del Carmine” Storia antica cantata sulla Madonna del Carmine, “Cappella del Carmine con altare – estratto” Storia della cappella e dell’altare privilegiato della Madonna del Carmine, “Storia di San Ciro M.E.M.” Breve storia di S. Ciro, “I Carmelitani a Grottaglie” Storia della chiesa, oratorio, convento e chiostro del Carmine, “Pagine sparse di storia grottagliese” Testimonianze storiche di arte, cultura, religione, personaggi, monumenti, “Museo etnografico” Testimonianze sulla civiltà contadina, “…Ccussì parlàvunu li caminari” Storia dei ceramisti e delle ceramiche grottagliesi, “Dizionario del Dialetto Grottagliese“ Ultima versione del Vocabolario Grottagliese-Italiano e Italiano-Grottagliese con oltre 14.000 lemmi, I Quaderni della Civiltà Contadina: 1° -Tessitura e tessitrici, 2° – Li falignami (i falegnami), 3° – Li scarpàri (i calzolai), 4° – Li furnari (i fornai), 5° – Li cusitùri (i sarti), 6° – Li fabbricatùri (i muratori), – 7° Li firrari (I fabbri),, – 8° Li bbarbieri (I barbieri), – 9° Li Fisckulari (I Cordari), – 10° Trappiti e trappitari (I frantoi e i frantoiani). Dal 1994 al 2006 “Lu calannariu vurtagghiesi“ (il calendario grottagliese), “Nozioni di Grammatica Grottagliese” Una ricca e completa grammatica per studiare il dialetto grottagliese, “L’insigne collegiata di Grottaglie” Storia della cattedrale di Grottaglie, “Li sciuéchi ti nna vòta” Raccolta dei giochi dei bambini nella tradizione. Un patrimonio culturale da custodire gelosamente perché in queste opere troviamo l’ETHOS e l’HUMUS del nostro passato e della nostra identità.

                                                                                                Cosimo LUCCARELLI

 

Mostra “Tesori di carta” del M° Pietro Balsamo nel Museo Degeronimiano – dal 13 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019

img_6691Ultimi giorni per visitare la Mostra d’Arte “Tesori di carta” del M° Pietro Balsamo nel Museo Degeronimiano adiacente alla Casa natale di S. Francesco de Geronimo, Centro Storico, Via Spirito Santo, Grottaglie. Sono esposte opere in cartapesta policroma realizzate  dal giovane artista (oltre che musicista) di Francavilla Fontana (Br).  La mostra è sponsorizzata dalle Associazioni ANTEAS Grottaglie e ArmoniE di Francavilla Fontana.

 

Per il Sabato Culturale di Gennaio 2019, gli Amici di S. Francesco affrontano il tema della “Comunità e delle sue varianti” Relatore prof. Franco Carlucci

La cittadinanza è invitata!

sab cult gennaio 2019

L’Epifania di tanti anni nel ricordo dei Capitani di Dio: don Dario Palmisano e don Cosimo Occhibianco, delle mitiche suore Figlie dell’Oratorio e delle brave e bravi catechisti del Carmine di Grottaglie.

befana

Tanti anni fa, quando eravamo bambini, aspettavamo con ansia la Befana per verificare se nell’anno appena trascorso eravamo stati buoni o cattivi. Ve lo ricordate? Si scriveva la letterina a Gesù Bambino prima di Natale per esprimere il pensierino personale con i buoni propositi e anche la richiesta di un piccolo dono. La letterina, chiusa per ovvii motivi, veniva messa sotto il piatto del papà il giorno di Natale. Finalmente arrivava la vigilia della Befana! Con grande emozione si sceglieva la calza da mettere ai piedi del letto o in cucina vicino al caminetto o fracassè, rovistando tra i cassetti del comò della mamma per trovare quella più lunga possibile. Era l’ultima vigilia natalizia e nelle famiglie era d’obbligo, secondo tradizione, cenare con nr. 9 alimenti di caratteristiche diverse in forma d’assaggio, altrimenti dicevano gli anziani, si diventa “cornuti” (parola che solo da adolescenti si comprendeva il significato). Era anche l’ultimo giorno per giocare a tombola in famiglia sgranocchiando ceci e fave arrostite, lupini salati e taralli con il pepe, intervallati dai mandarini profumati le cui bucce servivano per le cartelle della tombola. Si andava a letto prestissimo aspettando la mezzanotte per poter toccare con le mani la parete di calce bianca adiacente al letto, per verificare il livello della propria bontà o cattiveria. Se la mano restava asciutta significava che le cose non erano andate bene, se invece si bagnava di ricotta voleva dire che c’era stato un buon comportamento e le marachelle erano tolleranti. Viene spontaneo chiedersi come faceva a stare della ricotta sulla parete? Ovvio, la mamma senza farsi accorgere spalmava un sottile strato di ricotta dolce nella zona dove il bambino poteva arrivare con la mano. Il giorno dell’Epifania, anche se la notte era stata insonne, tutti i bambini si svegliavano prestissimo, per vedere se Gesù Bambino avesse esaudito il proprio desiderio indicando alla Befana il regalo richiesto. I più fortunati, cioè coloro che erano di famiglia benestante trovavano un giocattolo, quale: fucile con tappo di sughero, macchinina di latta, bambola di stoffa, giostrina con carillon, cavalluccio a dondolo in legno, soldatini di piombo, astuccio in legno con penne e pennini, birilli, monopattino in legno, teatrino con pupazzi, piccolo trenino in legno, etc. e nella calza cioccolatini al latte sotto forma di monetine dorate. I meno fortunati, nonostante la grande calza appesa, oltre ai prodotti della natura (mandarini, noci, fichi secchi, castagne secche, carrube e qualche caramella) trovavano quasi sempre nella parte più bassa mutandine e calze ben arrotolate. Nel primo pomeriggio tutti i bambini che frequentavano la parrocchia del Carmine, si radunavano in chiesa per portare in processione il Bambinello e dopo la preghiera comune si bruciavano le letterine, anche se il regalo richiesto non era arrivato. C’era comunque la speranza che Gesù Bambino ascoltasse la preghiera scritta nella propria letterina e che nessuno aveva potuto leggerla. La festività si chiudeva quasi sempre con la recita del racconto della natività, dell’arrivo dei Magi, della cattiveria di Erode, della strage degli innocenti. La generosità di tante persone, dei sacerdoti e delle suore favoriva la conclusione del ciclo natalizio regalando a tutti i presenti dolcetti fatti in casa e tante, tante caramelle e cioccolatini. Potrebbe sembrare una storia inventata, ma questa era la “Pasca Bbufanía” di tanti bambini di ieri, oggi adulti e nonni, che ricordano con gioia questa festività tanto attesa. Un Augurio di una buona Befana a tutti, ricca di “ricotta” con la speranza che tutti i bambini del mondo possano avere un regalo che li renda più felici in questo giorno. Infine un pensiero e una preghiera di suffragio a coloro che ci hanno accompagnato in quel periodo d’infanzia e giovanile: don Dario Palmisano, don Cosimo Occhibianco; suor Giannina Arbasi (superiora), suor Giulia Ceci, suor Angela Chierichetti, suor Maria Gualtieri, suor Maria Di Giura, suor Teresina Civardi, suor Maddalena Cavazzoli, suor Domenica Generoso, suor Rosa Ceriani che a Grottaglie ha rappresentato il carisma delle Figlie dell’Oratorio ispirato alla vita e all’insegnamento del suo fondatore con spirito di servizio, carità e gioia e le bravissime catechiste e catechisti formati al Carmine per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.

epifania

befana carmine 1962

                                                                                      Cosimo Luccarelli

AUGURI DI BUON ANNO

Anno 2019

Pupi e pupe dall’aspetto goffo e stravagante nella tradizione artistica puparia della ceramica grottagliese.

 

Una straordinaria collezione di pupi e pupe nelle case dei grottagliesi, raffiguranti uomini e donne goffi, grassi, panciuti e stravaganti. Nella tradizione artistica artigianale della ceramica grottagliese “LU CACABBÚZZURU e LA PATESSAsono due figure, maschile e femminile strane e divertenti, riferite alle condizioni e comportamenti del genere umano. Nel vocabolario grottagliese LU CACABBÚZZURU è una specie di bottiglia in ceramica, che raffigura un uomo goffo, grosso, grasso e panciuto, con un cilindro in testa (bicchiere). La voce è composta da caca”, dal verbo cacá, -ari, tr. defecare e “bbúzzuru”, buzzo, ventre grossa, specialmente negli animali: volatili e nei pesci: etimologia incerta e sconosciuta. Mentre LA PATESSA è una specie di figura femminile che mostra il proprio seno prosperoso, con un  pettine infilato nei capelli e un cappello in testa (bicchiere). La voce vuol dire badessa, superiora di un convento di suore; dal latino abatissa, afer. di “a”; b>p. Nella galleria fotografica della collezione i tanti cacabbúzzri, in estasi contemplativa, si accontentano del “panorama” con sacrificio, mentre le patesse, orgogliose di ciò che mostrano, sembrano dire: chi mostra gode, chi guarda schiatta! Agli amici del blog e agli amanti delle cose strane rivolgo l’invito a cercare nelle botteghe questi rari pezzi in ceramica, mentre ai ceramisti a continuare a produrre queste strane raffigurazioni.

 

Galleria CACABBÚZZURU

   

   

 Galleria PATESSA

   

   

                                                                                                               Cosimo Luccarelli

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