VIDEO DEL GIORNO – SERATA DELLA POESIA CON INTERVISTA ALLA FAMIGLIA DE GERONIMO ULTIMI DISCENDENTI DEL SANTO.

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Collegamento al sito “Grottagliesità Enciclopedica”

Grottagliesità Enciclopedica

“Grottagliesità Enciclopedica” è il sito di complemento a grottagliesitablog dove sono previste diverse sezioni funzionali di interesse, in corso di caricamento dati, quali: DIZIONARIO MULTIMEDIALE Grottagliese / Italiano – GALLERIA IMMAGINI – RACCOLTA DOCUMENTI – NOTIZIE STORICHE – CURIOSITA’ – NEWS. 

IL COLLEGAMENTO A *GROTTAGLIESITA’ ENCICLOPEDICA* NON E’ AL MOMENTO DISPONIBILE PER LAVORI DI AGGIORNAMENTI AL PROGRAMMA OPERATIVO. 

Dal 15 al 28 ottobre 2017 nelle Sale Museali Degeronimiane la seconda Mostra d’Arte dal titolo “La natura: un ^creato^ da difendere”.

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Domenica 15 ottobre 2017 ore 18.00 nelle Sale Museali Degeronimiane adiacenti alla casa del santo Via Spirito Santo, inaugurazione ufficiale della seconda Mostra d’Arte dal titolo “La natura: un *creato* da difendere”, già in essere dal 9 ottobre u.s.  Durante la serata Estemporanea degli artisti Maria Giovanna Campagnolo e Cira La Corte con Ritratti dal vivo e Paesaggi e Fiori che saranno donati ai presenti che con la propria offerta contribuiranno al recupero delle tele antiche esposte nel museo del santuario. La mostra sarà aperta in concomitanza con le Visite guidata alla Cupola, Santuario, Casa del Santo a cura degli studenti dell’Istituto Don Milani Pertini nei giorni Giovedì e Sabato (18.30-20.30) e Domenica (10.00-12.00) fino al 28 ottobre 2017. Prenotazioni presso la segreteria della mostra oppure tramite email: prenotazionicupola@libero o al nr. Tf. 380 7527017

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“Sabato Culturale” degli Amici di San Francesco

Sabato 14 ottobre 2017 ore 18.30 nella Biblioteca al Monticello il prof. Franco Carlucci relazionerà sul tema “Milano e Napoli: due storie italiane”. La Cittadinanza è invitata!

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Nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria in Campitelli, Grottaglie con la solenne celebrazione eucaristica delle ore 10.00 di Domenica 8 ottobre, il Parroco don Franco Spagnulo conferisce a 60 laici il “Mandato ai catechisti” che hanno deciso di impegnarsi ad accompagnare i bambini, i ragazzi e i giovani nel percorso di scoperta del Vangelo.

Una parrocchia in festa per la consegna del “Mandato ai catechisti” alla presenza di genitori, ragazzi, fedeli per inaugurare ed avviare il nuovo anno pastorale. Un evento straordinario che vede 60 catechiste veterane e nuove, desiderose di iniziare un nuovo anno catechistico con impegno formativo, con la testimonianza di vita e con la carità che ne è la primaria dimensione. Come sottolinea il parroco don Franco Spagnulo, l’obiettivo è la conversione, la formazione e l’assunzione del pensiero di Cristo: «Pensare secondo Cristo e pensare Cristo attraverso tutte le cose». La chiesa ha bisogno della cooperazione di tutti, affinchè la comunità possa giungere alla maturazione della fede. Tale cooperazione è da costruire con chi si dedica al servizio educativo, sia nella prima iniziazione sia nella formazione, condividendo con gli altri ciò che essi stessi, illuminati dalla parola di Dio e dal magistero della Chiesa, hanno imparato a vivere e a celebrare. Una formazione alla vita cristiana che cerchi non solo nuovi linguaggi per la trasmissione della Fede ma che, nonostante la fatica, coinvolga le famiglie. Il Santo Padre Francesco nell’Evangelii Gaudium richiama alla comune responsabilità nell’evangelizzazione. Egli ci dice: «Tutti noi siamo chiamati a crescere come evangelizzatori. Al tempo stesso ci adoperiamo per una migliore formazione e tutti dobbiamo trovare il modo di comunicare Gesù che corrisponda alla situazione in cui ci troviamo… tutti siamo chiamati ad offrire agli altri la testimonianza esplicita dell’amore salvifico del Signore, che al di là delle nostre imperfezioni ci offre la sua vicinanza, la sua Parola, la sua forza, e dà senso alla nostra vita». Ed è proprio questo il «caso serio della fede» dell’essere catechisti che vuole dire pronunciare parole essenziali, convinti che Gesù è la vera novità e che bisogna parlarne a tutti: ai bambini, ai giovani, alle famiglie come la Verità della vita. Prima di ricevere il mandato e un rosario da polso dal parroco, le catechiste si sono cimentate in un canto coreografico per invocare lo Spirito Santo su di loro ricordando l’esortazione di Sant’Agostino a proposito del «metodo educativo»: «Cristo è venuto perché l’uomo conoscesse quanto Dio lo ami e lo sapesse per infiammarsi d’amore verso chi per primo lo ha amato e per amare il prossimo secondo il precetto e l’esempio di lui che si è fatto prossimo dell’uomo amandolo… tu dopo esserti proposto un tale amore come fine a cui orientare tutto ciò che dici, esponi ogni cosa in modo che chi ti ascolta ascoltando creda, credendo speri e sperando ami».

                                                                                        Cosimo Luccarelli

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La coltivazione e lavorazione del tabacco – Una delle tante attività produttive scomparse a Grottaglie.

 

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Sarebbe oggi quasi impossibile ripercorrere a ritroso, le vicende delle tantissime attività, di vario tipo, avvicendatesi a Grottaglie, specie dopo il secondo conflitto mondiale. Grazie alla memoria di tanti anziani che spontaneamente raccontano la loro storia di lavoro, con questa prima descrizione sulla coltivazione e produzione del tabacco a Grottaglie si apre la nuova categoria delle “Attività scomparse”. La dettagliata descrizione dell’attività è pervenuta a questa redazione dal sig. Vincenzo Quaranta che si ringrazia della gentile collaborazione.

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Delle attività scomparse

Fino ai primi anni ’70 e cioè fino all’ abolizione del regime di Monopolio di Stato, una discreta parte dell’economia della nostra cittadina era rappresentata dalla coltivazione e lavorazione del tabacco. Appunto perché in regime di monopolio, la produzione del tabacco veniva sottoposta a rigide norme sia per la coltivazione che per la lavorazione consentite solo a imprese che ne garantissero la regolare osservanza ed avessero la disponibilità di superfici coltivabili pari alle concessioni che ad esse venivano assegnate. ln Grottaglie operavano due aziende titolari di due concessioni di 50 ettari ciascuna. La coltivazione che, tra semina, raccolta, essiccamento e consegna al magazzino si protraeva da Dicembre a Settembre, veniva affidata a gruppi familiari (qualcuna ricorderà, li chiamavamo “popti” che annualmente migravano dal profondo Salento, specialmente portati a tale tipo di attività. Tuttavia una parte, nell’ ambito della superficie autorizzata, veniva data in sub~concessione a coltivatori del paese o dei paesi limitrofi che avessero la disponibilità di terreno adatto a tale coltivazione. Mentre per la lavorazione, da Novembre a Maggio, nei due magazzini trovano occupazione circa 200 persone specializzate, tutte donne del posto. (Tassativamente nubili; era sentir comune che le maritate dovevano provvedere soltanto alla cura della casa e della famiglia). Le operazioni, sotto il diretto controllo di funzionari di zona del Monopolio di Stato, iniziavano con la distribuzione del seme fornito direttamente dalla direzione di zona a garanzia della originalità della varietà del tabacco che per la fattispecie era “Levantina” nome Xanti Yaka. Seguiva la semina in apposite aiuole che richiedevano enormi cure ed attenzioni da parte degli addetti poiché le piantine, molto delicate, dovevano essere difese dai parassiti e dai frequenti sbalzi di temperatura. ll successivo trapianto in pieno campo, in primavera, previa ispezione dei fondi da parte del funzionario addetto che ne dichiarava o meno l’idoneità, avveniva a mano, piantina per piantina in ciascuna casa ricavata lungo i solchi all’uopo preparati.

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Solo negli ultimi anni la tecnologia aveva messo a disposizione idonea macchina per tale faticosa operazione. La raccolta, in estate, avveniva in più fasi e secondo lo Stato di maturazione; iniziava su parere del solito funzionario il quale controllava che nel campo non vi fossero piante di varietà diversa, nel qual caso ne ordinava la distruzione. Le foglie mature venivano staccate dalla pianta e portate nei locali, di solito vicini ai dormitori, che fungevano anche da refettorio, per la preparazione dei serti. ll confezionamento dei serti richiedeva una grande pazienza e destrezza poiché si trattava di infilare, attraverso una lancetta (in dialetto: “cuscedda”) su un filo di spago della lunghezza cli circa un metro, il picciolo di ciascuna foglia. Tale operazione, era svolta dai componenti di ciascun nucleo familiare dopo aver provveduto alla raccolta e al trasporto del prodotto dal campo sin dalle prime luci dell’ alba e si protraeva per l’ intera giornata fino a tarda sera. I serti, fissati su appositi telai forniti dai concessionari erano esposti al sole per l’ essiccamento. I telai venivano accatastati e coperti con teli per la notte e di giorno in gran fretta ogni volta che c’ era minaccia di pioggia poiché l’ umidità influiva negativamente sulla qualità del tabacco per il formarsi di muffe che ne determinavano il deprezzamento. Completato l’essiccamento, i serti venivano conservati in apposite casse omologate parimenti fornite dagli stessi concessionari. Durante il mese di novembre il prodotto veniva consegnato ai magazzini per la lavorazione. Qui, alla presenza del funzionario del monopolio veniva pesato, cassa per cassa, e previo apposito verbale, veniva dato in consegna al concessionario. Nel contempo, per determinarne il valore e quindi il prezzo da riconoscere al coltivatore in funzione della qualità e conservazione, ogni partita veniva sottoposta a perizia da parte di due esperti, uno per conto del coltivatore conferente e l’ altro per conto del concessionario. Qualche volta, in mancanza di accordo si ricorreva ad un collegio peritale con tecnici esterni ed alla presenza del funzionario del monopolio. Terminate le operazioni di consegna, nei magazzini iniziava la lavorazione che in genere si protraeva fino alla fine di Maggio.

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Le foglie del tabacco venivano stese su appositi tavoli, dotati di un piano con rete, intorno alle quali prendevano posto le tabacchine-cernitrici, liberate dallo spago e selezionate una per una per ampiezza e qualità. Le operazioni di cernita venivano effettuate in religioso silenzio, tuttavia di tanto in tanto una Voce solista si levava ed intonava un canto, uno di quelli in uso fra i lavoratori dei campi, e ad essa si univa il coro. Il prodotto selezionato veniva immesso in apposite presse e confezionato in ballette avvolte con teli di juta e man mano stivato nel locale adatto per la deumidificazione (stufa). Successivamente, tutto il prodotto veniva immagazzinato in locale termicamente isolato e lì conservato fino alla fine cli Luglio. L’ intera fase lavorativa avveniva sotto la direzione ed il controllo della maestra (la mescia), persona esperta, proveniente dal profondo Salento da dove era migrata insieme alla famiglia. Ad essa era demandata oltre alla regolarità delle operazioni, anche la sorveglianza a che non venissero sottratte foglie di tabacco; a tal uopo, al termine della giornata, prima di sortire dal magazzino, le operaie venivano controllate da loro colleghe scelte di volta in volta dalla maestra e spesso, a sorte, alcune di loro erano sottoposte a perquisizione personale. Una multa, che poteva raggiungere un quarto della paga giornaliera e nei casi peggiori: gravi una sospensione dal lavoro, era comminata nei confronti di coloro che ne venivano trovate in possesso. Successivamente, una commissione composta da tecnici del Monopolio di Stato esaminava a campione l’intera partita e determinava il prezzo da riconoscere al concessionario. ln seguito, tutto il prodotto veniva trasportato alla stazione ferroviaria e caricato su vagoni all’ uopo predisposti dall’ Amministrazione dei Monopoli, per essere avviato alle varie manifatture. Non erano rare, in quel periodo, le notizie di cronaca che riferivano di assalti ai vagoni ferroviari da parte di contrabbandieri.

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A presto!

“Arte e Cultura per San Francesco” – Una mostra di 22 artisti nelle sale museali adiacenti alla casa del santo dal 24 settembre al 8 ottobre 2017.

LOGO COMITATO PRO CUPOLANelle sale museali adiacenti alla casa di S. Francesco de Geronimo la mostra “Arte e Cultura per S.Francesco”. Espongono: Lillino Martino, Ciro Occhibianco, Michele Greco, Antonio D’Amicis, Attilio Lenti, Filomena Carrieri, Immacolata Zabatti, Cira Lacorte, Katia Cavallo, Ciro Santoro, Rosario Brittanico, Gaetano Cavallo, Giuseppina Cofano, Walter Scotti, Francesco De Roma, Tina Quaranta, ANGELA Nigro, Bianca Capuzzimati, Rita Intermite, Grazio Cavallo, Ada Carrieri. Presso la segreteria della mostra prenotazioni per visite guidate alla Cupola-Santuario-Casa del santo dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.30 alle 20.30 a cura degli studenti dell’indirizzo turistico del Don Milani-Pertini di Grottaglie.

 

Domenica 24 settembre 2017, ore 17.30 – Solenne Benedizione della Cupola del Santuario di S. Francesco de Geronimo Grottaglie

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